Progetto INTERLINK: gli highlights dalla General Assembly

Una sintesi del workshop “Democratizing co-production of sustainable public services: what are the legal and technical barriers to co-delivery?”

Il 14 dicembre scorso, in occasione della quinta Assemblea Generale del progetto europeo INTERLINK, si è tenuto il workshop dal titolo: “Democratizing co-production of sustainable public services: what are the legal and technical barriers to co-delivery?”. 

L’iniziativa ha visto la partecipazione di diversi esperti del settore, per una riflessione su nuovi approcci e metodologie per l'erogazione di servizi e prodotti pubblici basati su processi di democratizzazione e co-creazione che ha consentito di evidenziare il contributo del progetto INTERLINK sul tema.

Tra i primi esperti a prendere la parola, Marco Pistore, Direttore del Digital Society Centre della Fondazione Bruno Kessler, istituto di ricerca che ha il ruolo di coordinamento del progetto INTERLINK. Secondo la visione dell’organizzazione che rappresenta, occorre creare le condizioni per garantire che le nuove tecnologie abbiano un impatto positivo e uno degli elementi che può far compiere dei passi importanti in questa direzione è rappresentato dalla democratizzazione del processo di co-produzione. 

Tale democratizzazione, come evidenziato da Giuseppe Parise, Direttore Generale della Direzione Sistemi Informativi e dell’Innovazione (DSII) del Ministero dell'Economia e delle Finanze (MEF), è alla base dell’approccio innovativo al co-design di servizi e prodotti per la pubblica amministrazione, i cittadini e le imprese proposto dal progetto INTERLINK. In questo senso l’iniziativa rappresenta un’opportunità per la PA italiana ed europea, di valorizzare la partecipazione dei cittadini in termini di qualità dei servizi offerti.

Matteo Gerosa, Coordinatore di INTERLINK, spiega che l’idea del progetto nasce con l’obiettivo di far convergere le iniziative dell’Unione Europea volte a regolamentare l’interoperabilità e l’uso dei software, che spesso non riescono a coinvolgere chi deve utilizzare i servizi, i cittadini e le organizzazioni del terzo settore, verso le iniziative provenienti da cittadini che si organizzano autonomamente per fornire servizi ad altri cittadini, con uno spirito sicuramente positivo che tuttavia presenta criticità legate alla legittimità e alla responsabilità. Due approcci differenti quindi, la cui sintesi può contribuire a superare i principali ostacoli che impediscono alle PA e ai cittadini di sfruttare le potenzialità dell’ICT per co-produrre i servizi. 

Nel panel successivo, dedicato alle “Esperienze innovative di co-creazione di servizi pubblici”, sono stati affrontati gli aspetti che possono contribuire a rendere maggiormente inclusivi i servizi pubblici e le piattaforme utilizzate dai cittadini. 

Il primo tema affrontato, sia da Francesco Paorici, Direttore Generale dell’Agenzia per l'Italia Digitale (AgID), sia da Monica Gabrielli, Responsabile della strategia e dello sviluppo di nuove attività di Sogei, è stato l’accessibilità, aspetto che, se governato adeguatamente è in grado di garantire la partecipazione dei cittadini, indipendentemente dalla loro capacità motoria, visiva, uditiva o cognitiva. Altro aspetto rilevante, sottolineato da Daniel Sarasa Funes, Direttore della Fondazione Città della Conoscenza di Saragozza, è quello della costruzione di piattaforme di condivisione dei dati, abilitanti per poter inserire i dati in un processo di co-creazione. Marco Maria Pedrazzo, Responsabile del design, del Dipartimento per la Trasformazione Digitale e Service owner di Designers Italia - Presidenza del Consiglio dei Ministri, ha posto l’accento sul fatto che le istituzioni hanno bisogno di innovatori, che devono essere specificatamente dedicati alla cura del settore pubblico, per garantire anche in questo settore lo sviluppo di una cultura del cambiamento. 

Il tema della collaborazione è stato sottolineato da Diego Lopez de Ipina Gonzalez de Artaza dell’Università di Deusto, che, nel presentare i tre casi d’uso del progetto Interlink, ha affermato che per rendere la co-produzione sostenibile sia necessario valorizzare i contributi che i diversi stakeholder, team e utenti possono offrire. 

I casi d’uso, realizzati da tre amministrazioni pubbliche europee (per la Lettonia dal Ministero della Protezione Ambientale e dello Sviluppo Regionale, per la Spagna dal Comune di Saragozza, per l’Italia dal Ministero dell'Economia e delle Finanze), propongono un approccio collaborativo per il disegno, lo sviluppo e l’erogazione di sevizi pubblici, per aumentare la fiducia e migliorare la qualità dei servizi offerti, oltre a fornire buone pratiche replicabili anche in altre organizzazioni.

In particolare il caso d’uso italiano, presentato da Roberta Lotti, Responsabile dell’Ufficio innovazione e progetti europei della Direzione dei Sistemi Informativi e dell'Innovazione del Ministero dell’Economia e delle Finanze, è basato sulla progettazione di un Modulo di Pianificazione Strategica partecipativa (PSPM); l’obiettivo è verificare come il supporto di soluzioni tecniche e metodologiche nell'approccio di co-progettazione di servizi nel settore pubblico, possa contribuire alla produzione di soluzioni potenzialmente più efficaci. 

Il workshop si è concluso con i ringraziamenti finali di Matteo Gerosa che ha sottolineato come l’iniziativa sia stata un’occasione utile di confronto e riflessione.

La registrazione dell’evento è disponibile al seguente link.

17/01/2023